L'Attesa 2 Luglio Giubilo Foto

Quando si dice una vittoria tranquilla! Il nostro desiderio esaudito così, senza fatica apparente, col disappunto di maligni e superbi. Quando si dice una passeggiata! Senza neanche aspettare l’inciampo di chi ti sta davanti, senza dover confidare nella sfortuna altrui.
A cosa credere, allora? Al destino, alla provvidenza, a una Giustizia che prima o poi decide di far quadrare i conti che non tornano? Non basta: il puro fatalismo sconfina nell’inerzia, nell’attesa impotente. La nostra Contrada non è stata ad aspettare, non ha sperato nel miracolo, non si è illusa di poter contare sulla simpatia degli dei. Ha pensato e costruito il successo saggiamente, pietra su pietra, con l’impegno di tanti, guidata da mani sicure.   
Credere invece, con disincanto, alla prepotenza del denaro, quello che non ha odore, manda l’acqua all’insù e compra uomini e cose? Non basta: spendere e non spandere è un esercizio che richiede intelligenza, altrimenti la prodigalità diviene sperpero, spreco inconcludente. E non bastano i soldi a conquistare la rispettabilità; piuttosto, viceversa, la credibilità di chi promette dà a quel denaro il valore più vero. La nostra Contrada ha investito saggiamente, guidata da mani sicure, e ha ripagato con dolce moneta l’impegno di tanti.
Oppure credere all’ordine casuale del mondo, alle infinite combinazioni di circostanze fortuite?
Non basta: in quello che è un gioco, appassionato, esaltante, a volte feroce, ma pur sempre un gioco, a distribuire le carte è il puro caso, sta a te però decidere come giocare la mano, scegliere fra l’azzardo del bluff e la prudenza, fra raziocinio e istinto. Per vincere, da sola l’abilità non basta; ma è altrettanto inutile che la sorte ti sia propizia se non hai l’intelligenza di mettere a fuoco l’occasione, se non ti fai trovare preparato a cogliere l’attimo, se non ti assumi il rischio della scelta, magari impopolare.
La nostra Contrada la scelta l’ha compiuta saggiamente, senza balbettamenti né tremori, guidata da mani sicure.
Com’è giusto, senza scappatoie, della responsabilità si è fatto carico Andrea, il Capitano; lui primo fra tutti si è esposto al giudizio, sempre facile col senno di poi; insieme a Guga e Stefano ha accettato il rischio e ha deciso saggiamente, con mani sicure ci ha guidati.
E quella sua giovinezza, che ad alcuni pareva un difetto, nell’attimo della vittoria è diventata il dono straordinario offerto a tutti noi, vecchi e bambini.
Per quell’attimo, grazie.