La stalla, un termine che nel gergo paliesco definisce nel contempo uomini e cose.
Un luogo fresco e asciutto, ricovero protetto di ogni cavallo ma anche di coloro che, per specifiche competenze e responsabilità, prendono in consegna il barbero, lo nutrono, lo lavano, lo strigliano, lo ferrano e lo coccolano nei quattro fatidici giorni e, in qualche caso, come avviene da noi negli ultimi anni, anche in seguito, quando il destriero vittorioso, “tirato a lucido” e spennacchiera in fronte, sfila per le vie di Siena ammirato e vezzeggiato.
È lui infatti il vero vincitore, senza nulla togliere ai meriti indiscussi del fantino.
In tempi passati, ancorché non lontanissimi, nella stalla c’era solo il barbaresco; una sorta di tuttofare, occasionalmente anche medicastro, che propinava strane cure come la zuppa di lenticchie che “faceva aria”, pensava alle paglie, alla biada, ai finimenti e, non ultimo, all’ormai tramontato e romantico “beverone”, una sorta di misterioso miscuglio del quale si conservava, gelosamente segreta, la composizione. Quella strana, magica pozione aveva, se non altro, la capacità di animare ancora di più le accese discussioni del dopopalio se le cose non erano andate per il verso giusto.
La stalla di una volta era un ambiente nudo, spesso anche buio, al cui interno si trovavano solo gli arnesi del mestiere, che forse sono gli unici ad essere rimasti immutati nel tempo. Già: perché un secchio, una spazzola, un paraocchi o un morso sono, più o meno, sempre gli stessi. Mentre, al contrario, tutto intorno a loro si è modificato, evoluto e, in questo caso, indubbiamente migliorato.
La vecchia stamberga è stata sostituita da un più funzionale bilocale, che garantisce l’integrità dell’animale e le necessità operative di chi lo accudisce.
La nostra stalla è guidata dal barbaresco Daniele Temperini che, insediatosi nel 1999, è già stato per ben tre volte vittorioso con tre diversi capitani. Dal 2005 lo affianca con efficienza e tanta genuina passione il giovane vice barbaresco Elia Giannetti; e, se il buongiorno si vede dal mattino, possiamo essere certi che avrà un futuro più che brillante. A dare una mano ci sono poi anche Riccardo Tappa e Stefano Meli che con puntualità e dedizione si fanno carico per ora più degli oneri che degli onori.
Un ruolo importante infine lo ricoprono l’abile maniscalco Fabio Tascone di Castell’Azzara e il dottor Ferdinando Canonici, stimatissimo veterinario romano del grande allevamento equino Nuova Sbarra. Il rapporto della Contrada con questi ultimi è di tipo strettamente professionale, ma basta pensare da quanto tempo lavorano per l’Istrice e si comprenderà immediatamente quanta stima e fiducia siano alla base di questa collaborazione.