|
Già dal tempo delle cacce ai
tori, alla fine del 1400, i dirigenti e i popoli delle contrade senesi
usavano sfilare in Piazza in gran pompa per scortare le ricercate macchine.
Fu, così, naturale che tra le contrade sorgesse uno profonda competitività
non solo per quel che riguarda le corse, ma anche nell’ambizione
di far meglio figurare le proprie comparse rispetto alle altre. Tale primato
era sancito dai giudici della Festa, che dopo aver valutato tutti i figuranti
premiavano la Contrada che si era meglio distinta per “l’inventione”,
cioè per l’idea della rappresentazione, l’eleganza dei
costumi e per l’abilità dell’alfiere. Il premio consisteva
nel “Masgalano”, una guantiera d’argento decorata o smaltata
offerta dalla Contrada organizzatrice della Festa. La parola “Masgalano” deriva
dallo spagnolo Mas Galàn che significa più elegante. Dal
1700, con la regolarizzazione del corteo e con l’adozione del bando
del 1721, si perse l’usanza di premiare le comparse. Solo in quest’ultimo
dopoguerra, grazie all’iniziativa del neonato Comitato Amici del
Palio, è stata ripristinata l’usanza di conferire un riconoscimento
alla Contrada che più si è distinta nei cortei. |
|
|
|