"Dalla torre cade un suono di bronzo: la sfilata prosegue fra tamburi che ribattono a gloria di contrade". E.Montale – 1939. Il tamburo, oltre a scandire il tempo per i passaggi degli alfieri durante la sbandierata, con i suoi diversi “passi” differenzia i vari momenti delle Contrade e del Palio. “Il passo della Diana” (o “passo di Piazza”) viene suonato il giorno del Palio e detta l’incedere del Corteo storico andando a tempo con il suono del campanone. “Il passo a vittoria” viene suonato non solo in occasione di una vittoria di Palio ma anche in altre occasioni come per esempio l’ingresso in Piazza della Comparsa, l’ingresso nel territorio della propria Contrada o durante la visita alle Consorelle per il Giro del Santo Patrono, oppure prima della sbandierata della Vittoria che pone fine al Corteo Storico il giorno del Palio o quando due Comparse di Contrade non nemiche si incrociano per le vie cittadine “Il passo di marcia” o semplicemente “passo” viene suonato principalmente quando la Comparsa transita per le strade cittadine. Il passo viene suonato in modo più lento in occasione di funerali in cui è prevista la vestizione di tamburino ed alfieri. Inoltre c’e’ un suono, chiamato comunemente “tata-mama”, che serve per l’esercitazione ad eseguire il rullo che e’ la parte più difficile per chi suona questo strumento. Il tamburo, inteso come strumento, non e’ sempre stato di legno come lo si vede oggi ma inizialmente ne venivano costruiti molti anche in metallo sia per le Comparse di Piazza e sia per il Giro (il nostro tamburo di Piazza degli anni ’50 – ’60 – che è ritratto nelle foto - era fatto proprio di questo materiale così come gli altri precedenti). Con gli anni ’70 il tamburo ha cominciato ad essere costruito in legno per quasi tutte le Contrade e quindi più leggero e con un suono meno “metallico”. Per quanto riguarda il disegno del tamburo di Piazza dell’Istrice possiamo vedere che, inizialmente, fino agli inizi del ‘900, non era dipinto. Dagli anni ’30 fino agli inizi degli anni ’50 il tamburo di Piazza fu bianco con delle “punte” blu, rosse e nere. Dagli anni ’50 ha cominciato ad essere dipinto come le bandiere e cioè con i classici “monticini”, disegno che ha accompagnato la Comparsa in Piazza fino al Palio del 16 Agosto 2000. Dal Palio straordinario del Settembre 2000, con l’ultimo rinnovo delle monture, il tamburo di Piazza è bianco con arabeschi argentati che riprendono lo stesso disegno delle monture. Discorso un po’ diverso è per i tamburi del Giro che, come per il tamburo di Piazza, inizialmente non erano dipinti. La fabbricazione e l’uso dei tamburi non dipinti sono durati a lungo, fino agli anni ’80 quando hanno cominciato ad aumentare i tamburi di legno, grazie ad istriciaioli particolarmente abili nella fabbricazione di questi strumenti che ne hanno realizzati anche di misure più ridotte per permettere di suonare e di girare pure ai bambini. Dal rinnovo delle monture del Giro del 1992 i tamburi sono tutti di legno e sfoggiano disegni svariati: dal disegno classico a monticini, a vari disegni con arabeschi e righe, spesso in abbinamento con i disegni delle bandiere. Per concludere possiamo affermare con orgoglio che la nostra Contrada ha mantenuto e sta continuando a tramandare un’ottima scuola nell’arte del suono del tamburo e anche nella costruzione di questi splendidi strumenti.
 
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